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Quanto ti costa davvero selezionare un candidato? (anche se non lo stai misurando)

Molte agenzie di comunicazione gestiscono la selezione internamente convinte che sia a costo zero. Il costo esiste: semplicemente non viene misurato.

Team Pressteam 28 aprile 2026 6 min di lettura
Documenti e penna su una scrivania professionale — il lavoro invisibile dietro ogni selezione

Molte agenzie di comunicazione sono convinte che gestire internamente la selezione dei candidati sia, in fondo, un'attività a costo zero. Non si paga un recruiter esterno. Non si attiva un servizio dedicato. Non compare una voce di spesa evidente a bilancio.

Eppure è proprio qui che nasce l'equivoco. → Il costo esiste. → Semplicemente, non viene misurato.

Il problema non è la sua assenza. È il fatto che, proprio perché non si vede, tende ad accumularsi nel tempo.

Perché oggi selezionare è diventato più complesso

Negli ultimi anni il lavoro nelle agenzie si è fatto più articolato. La crescente centralità di social media, contenuti digitali, misurazione e performance ha reso più complesso anche il profilo delle competenze richieste.

Il contesto di riferimento è cambiato in modo evidente: il mercato pubblicitario continua a crescere e a evolversi, con una forte componente legata al digitale e alla misurabilità dei risultati, come emerge dai dati Nielsen rilanciati da Youmark.

Questo scenario ha una conseguenza diretta:

  • i ruoli sono meno standardizzati
  • le competenze richieste sono sempre più trasversali
  • le valutazioni diventano più complesse

Che si tratti di figure legate al digital, alla comunicazione istituzionale, alle relazioni media o a ruoli più operativi e gestionali, il punto resta lo stesso: → confrontare i candidati richiede più tempo, più attenzione e più metodo

Più candidature non significano più candidati giusti

Nella pratica quotidiana delle agenzie, questa evoluzione porta spesso a una situazione paradossale. Arriva più volume, ma non necessariamente più qualità. Le candidature aumentano, ma non cresce in modo proporzionale il numero di profili realmente coerenti con la posizione aperta.

Chi lavora in questo contesto lo vede ogni giorno: → molte risposte, poche davvero in linea

Quando i ruoli richiedono competenze miste — operative, strategiche e relazionali — il rischio di dispersione cresce. Ed è qui che emerge il primo costo nascosto: → il tempo necessario per orientarsi nel rumore

Il costo invisibile: tempo, attenzione, coordinamento

Anche un processo apparentemente semplice comporta una serie di attività che raramente vengono considerate come investimento:

  • lettura dei CV
  • confronto tra profili simili
  • scambio interno tra decisori
  • gestione delle comunicazioni
  • riallineamento tra priorità e requisiti

Singolarmente sembrano passaggi rapidi. Nel loro insieme, diventano un carico concreto.

E soprattutto sottraggono risorse ad attività che, in un'agenzia, hanno già una pressione elevata: clienti, consegne, coordinamento e sviluppo.

Un esempio concreto

Immaginiamo una posizione aperta. Supponiamo di ricevere 80 candidature e di dedicare in media 3 minuti a ciascun CV per una prima valutazione. → 240 minuti → 4 ore solo per la scrematura iniziale

A questo si aggiungono, in modo realistico:

  • circa 3 ore per confronto e shortlist
  • circa 2 ore per comunicazioni e follow-up

→ Totale: circa 9 ore di lavoro

Se si considera un costo orario indicativo tra 30 e 50 euro, il valore operativo si colloca tra: → 270 e 450 euro

È importante chiarirlo: → si tratta di una simulazione semplificata → non di una media statistica certificata

Ma proprio per questo è utile: rende visibile qualcosa che spesso esiste già, solo che non viene misurato.

E questo senza considerare:

  • eventuali errori
  • la ripetizione del processo
  • l'impatto di una scelta non adatta

Il punto critico: la qualità delle decisioni

Fin qui il tema è economico. Ma il nodo principale è un altro.

Quando il tempo si comprime, cambia il modo in cui si decide. Nel contesto delle agenzie:

  • i team sono spesso snelli
  • le urgenze sono frequenti
  • le priorità evolvono rapidamente

→ la selezione diventa un'attività intermittente

E quando manca un'impostazione chiara:

  • aumenta la variabilità delle valutazioni
  • il confronto diventa meno strutturato
  • cresce il peso delle impressioni immediate

Il rischio, quindi, non è solo perdere tempo. È:

  • non riconoscere il candidato giusto
  • arrivare in ritardo
  • oppure scegliere in modo non ottimale

Quando tutto funziona… ma non è sotto controllo

In molte realtà il processo procede. Le posizioni vengono chiuse. Le persone vengono selezionate.

Ma questo non significa che il sistema sia efficiente. Spesso:

  • i criteri non sono definiti prima
  • cambiano le priorità in corso
  • il confronto tra candidati non è omogeneo
  • la memoria sostituisce un metodo strutturato

→ ogni nuova ricerca riparte da zero

E senza un riferimento stabile, non è possibile migliorare nel tempo.

Prima degli strumenti, serve un metodo

Ridurre queste inefficienze non significa complicare il processo. Significa impostarlo meglio.

Serve:

  • chiarire i criteri prima di iniziare
  • distinguere ciò che è essenziale da ciò che è accessorio
  • ridurre il numero delle candidature non pertinenti
  • rendere confrontabili i profili

→ solo dopo gli strumenti diventano realmente utili

Il ruolo della tecnologia, quando è costruita sul contesto giusto

Molte soluzioni per la selezione nascono in contesti generalisti e non sempre tengono conto delle dinamiche tipiche delle agenzie di comunicazione.

In questo scenario, la tecnologia ha senso quando: → non sostituisce il giudizio umano → ma lo rende più efficace

È qui che si inserisce l'approccio di Pressteam. Non come automatismo, ma come supporto per:

  • organizzare le informazioni
  • leggere più rapidamente i profili
  • facilitare il confronto
  • ridurre il peso delle attività ripetitive

→ in sintesi: portare ordine in un processo che altrimenti tende a disperdersi

Una domanda semplice

Se oggi dovessi rispondere con precisione: → quanto ti costa davvero selezionare un candidato?

Avresti un numero, oppure solo una percezione?

Il prossimo passo

La selezione non è mai gratuita. È semplicemente un costo che spesso resta invisibile.

E, come tutti i costi non misurati:

  • tende a crescere
  • tende a disperdersi
  • tende a sfuggire al controllo

Nel mondo della comunicazione, dove la pressione operativa è elevata e i profili richiesti sono sempre meno standardizzati, questo tema diventa ancora più rilevante. → la domanda corretta non è se esista un costo → ma quanto di quel costo stai già sostenendo senza accorgertene


Verifica concreta

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